Semplicemente Me Stesso





 

 

IN-SENSATO

Succede continuamente. Lasci la tua fidanzata per qualche svariato motivo e ti metti con un’altra simile.
Non è che incontri una persona uguale, no. E’ impossibile! Semplicemente tu ricrei la stessa situazione.
E non è nemmeno detto che sia proprio simile, ma dall’esterno la gente ha un’opinione di te e crede che tu riproponga la stessa situazione. Ma tu muti continuamente, come la vita. Ogni tua cellula cambia di continuo… Come potresti essere sempre lo stesso?
A volte ti comporti in un modo tale che l’altra persona che è un semplice estraneo, un semplice uomo preso dal mucchio, casuale, diventi quello che “ti serve”. Magari uno schiavo… altre volte un padrone.
Ma non è che tu cerchi fra tutti quelli che conosci o che non conosci proprio colui che ti servirà… No! Tu crei, modifichi l’altro secondo la tua necessità. E l’altro? Diventa parte della commedia… Casualmente. O forse sei tu che ti stai facendo modificare dall’altro… e credi sia il contrario. O magari è la gente che crede che tu sappia gestire le situazioni… ti convince che sia stato tu a creare quella situazione.
Dentro di noi c’è tutto.
L’umile può tirar fuori gli abiti dell’aguzzino o del virtuoso.
Non c’è nessun uomo buono o cattivo a priori. Sono giochi delle parti.
Finché si vive nel sogno, ognuno recita una parte illusoria. Qualcuno dice che il mondo è uno specchio e ti fa vedere chi sei. Ma in realtà… chi sei? Sei una folla! Oggi ricopri una parte, domani un’altra. Questo specchio non funziona: è esso stesso un’illusione!
Se incontri qualcuno, ti comporti all’opposto. O forse anche similmente chissà… Ma è tutto un gioco.
Dipende dalle tue esperienze, dal tuo passato… perché sei legato al passato e non conosci null’altro che il tuo passato e in base ad esso crei la tua parte attuale. O forse ti accade qualcosa di nuovo e cominci a credere che il passato sia ormai “passato”… E muti per creare un presente che già domani diverrà il tuo passato dal quale dipenderai per sempre finché, forse, arriverà qualcosa di “nuovo”.
Da ciò deriva l’intuizione che probabilmente nulla ha senso… Solo che l’uomo ne vuole sempre trovare uno. Magari dice che i fiori sbocciano perché poi le api ci andranno sopra per utilizzare il nettare e così via in catene interminabili di eventi.
E si trova pure la giustificazione alle guerre: magari perché serve il petrolio o “a fin di bene”. Ogni motivo è più o meno valido a seconda di chi lo pronuncia e a seconda della platea di ascoltatori che si riunisce per sentire. Il discorso di un politico di sinistra non ha senso per un ascoltatore di destra eppure ha molto senso per una platea di sinistra…
Un senso lo troviamo sempre… Anche se dovesse essere un senso assurdo.
Il fatto è che ci si basa sulle proprie paure, idee e pensieri mutuati da qualcun altro e che poi ci si crede quasi fossero verità. Ma qual è la verità? Ognuno ne ha una… A sentire il mondo, ognuno ha una verità.
Soprattutto oggi basta sfogliare le pagine di internet: c’è chi dice che l’AIDS è una piaga, c’è chi addirittura sostiene che non esista. C’è chi parla bene dei vaccini, c’è chi ne parla male. C’è chi dice una cosa e chi ne dice una diametralmente opposta eppure sembrano valide entrambe! Poi ognuno di noi in base alla propria mente distingue il falso dal vero…
Che cosa ridicola!
Che cosa ridicola dire che ognuno ha diritto a credere in ciò che vuole… Ho sentito dire da uno che si dichiara cattolico che ognuno è libero di credere nel Dio che vuole, perché alla fine questi nomi sono tutti nomi diversi per indicare lo stesso dio: quello cattolico! E quando ho proposto che c’è qualcuno che crede nella reincarnazione, mi ha semplicemente risposto che Dio lo perdonerà perché non è colpa sua se è cresciuto in un posto dove credono in certe idiozie come la reincarnazione!
Ognuno coltiva le proprie idee idiote, ma la cosa più idiota è che c’è qualcuno che morirebbe per le proprie idee!
Ogni giorno giudichiamo il mondo e ci auto-giudichiamo per non aver aderito perfettamente ad un’idea che crediamo sia giusta. O magari ci sono quelli che prima sostengono che il sesso sia quasi una deviazione mentale e che poi, praticandolo, si giustificano dicendo che la carne è debole…
Ognuno ha i suoi modi. Ognuno ha le sue giustificazioni… altrimenti dovrebbe accettare che le idee o gli ideali sono solo assurdità e cose prive di senso. Ma questo non è concesso!
Chi direbbe che l’idea di fare del bene è un’assurdita? Nessuno! Eppure basta accendere la TV: le violenze commesse ogni giorno aumentano e ci sono anche moltissime guerre diffuse in tutto il globo (ma voi conoscete solo quella in Afghanistan perché il vostro programma TV preferito parla solo di quella): eppure queste guerre vengono portate avanti da persone che noi consideriamo dei modelli di democrazia e umanità. Siamo subito pronti a schierarci contro qualcuno solo perché lo consideriamo “barbaro e incivile”. Ma quante barbarità compiamo ogni giorno? Stiamo distruggendo il pianeta con l’inquinamento, tanto per citarne una. E ognuno di voi ne potrebbe aggiungere almeno dieci.
Si parla di giustizia… Ma quando le cose vanno male ecco che si parla di Giustizia Divina. Perché quando ci si accorge che le cose non vanno bene o che le cose sono ingiuste beh, almeno si spera che lassù qualcuno possa fare un po’ di piazza pulita! Perché siccome noi non abbiamo il coraggio di ammettere che in realtà non c’è alcun senso qui, allora rinviamo il senso ad una vita successiva a questa. C’è chi la rimanda ad un ipotetico Purgatorio, c’è chi la rimanda al Giudizio Universale, c’è chi la rimanda ad unavita successiva a questa…
E’ un continuo rimandare.
Ci si crea qualche idea per vivere alla meno peggio e se qualcuna di queste idee non portasse a niente, ci si affida al futuro (o anche al passato, vivendo di ricordi e rimpianti).
C’è qualcuno che dice che l’uomo è libero: ma dal momento che nessuno sceglie consapevolmente l’ambiente in cui nascerà e dove vivrà, come si fa a dire che l’uomo è libero? Un bambino che nasce in una famiglia in cui i genitori sono tossicodipendenti ha la stessa libertà di uno che nasce in una famiglia benestante? Con ciò non voglio dire che chi nascerà in una famiglia disagiata non riuscirà a cambiare la sua situazione, ma se questo bambino dopo aver subito angherie, violenze e disagi di ogni tipo scegliesse la via della delinquenza, chi potrebbe biasimarlo? Nessuno lo ha aiutato eppure poi tutta la società è là a giudicarlo, con il dito puntato.
Ci si interessa di cosa accadrà dopo la morte: ma cosa sta accadendo prima della morte? Chi si interessa dell’aldiquà? Chi può cerca di arrivare a fine mese, chi può cerca di comprarsi il macchinone di lusso, chi può cerca di comprarsi il cellulare… E chi non può? Si fanno tanti bei discorsi ma chi non può, non può e basta e sono affari suoi.
Tutto si basa sul giudizio bene/male: ti hanno insegnato qualcosa e tu giudichi in base a quello. Ma hai mai osservato il mondo senza giudicarlo? Hai mai osservato un fiore senza dire che fosse bello o brutto ma guardandolo solo per come è, ovvero un fiore? Hai guardato chi ti sta accanto o chi sta alla TV per come è, ovvero un uomo? Senza etichette?
Qualcuno mi chiede se è possibile non stare male… come imparare a stare bene.
Oggi trovi un sacco di corsi in giro dove ti insegnano come stare bene, avere soldi… e siccome questi corsi sono strapieni di gente intuisco che forse tutti vorrebbero stare meglio. Che nessuno sta bene con sé, che pochi vorrebbero rimanere nella situazione in cui stanno.
Eppure magari paragonata con certe situazioni, la vita di chi va in questi corsi è una vita felicissima.
Solo per iscriversi ci vogliono migliaia di euro! Allora mi domando: che senso ha pagare migliaia di euro per un corso dove ti insegnano come avere soldi? Ovviamente chi non ha soldi non può permettersi di iscriversi.
La cosa fondamentale però non è se uno è felice o meno… La cosa importante forse da capire è che ognuno vuole di più e quando ha raggiunto ciò che secondo lui è “di più” vuole ancora qualcosa. Non arriva mai. Finché si capisce che si è buttata una intera vita a cercare cose solo perché non si riesce a vedere l’immensa ricchezza che già si ha.
La vita.
Ogni forma di vita tende a perpetuarsi perché la vita ha un valore inestimabile.
Eppure un terzo della vita lo passiamo a dormire, e due terzi a fare progetti per diventare qualcuno, per avere più potere, più soldi, più rispetto, più spiritualità, per arrivare alla vecchiaia o a fine mese.
Insomma passiamo la nostra vita a tentare di vivere la vita di qualcun altro. E quando la sera andiamo a letto il sogno continua…
Eppure molta gente dice che è così.
Dice che questa è la normalità.
Ma come si fa a dire che il senso della vita è arrivare a fine mese? E come mai tutti accettano questo dato di fatto? Significa che veramente la vita è questo?
Come fare a stare bene? A stare meglio? Eppure sei tu che hai imparato a stare male. All'inizio non sapevi nulla, ma hai imparato (incosciamente) a produrre un certo tipo di molecola per ogni tipo di  situazione. Ed ora la cosa è spontanea: appena arriva quella situazione tu in automatico produci la sostanza.
Allora se una situazione esterna è di un certo tipo, ti senti in un certo stato in base a ciò che hai imparato e che ti hanno insegnato.
La cosa falsa è che tu credi che sia la situazione esterna che ti provoca ad esempio una sensazione spiacevole: in realtà è un automatismo. Tu sei bravissimo a produrre quella molecola quando la situazione esterna ti sembra quella ideale. E addirittura produci la stessa molecola anche se la situazione è immaginaria! Se solo pensi al dolore, lo senti nel corpo. Così come quando sogni e provi dolore come fosse reale.
Sei un automa che risponde alle situazioni producendo sostanze che ti intossicano e tu vedi le cose attraverso queste sostanze. Poi dai la colpa all'esterno, ma in realtà fai tutto da solo. All'esterno c'è una realtà che muta continuamente e che non ha senso alcuno. Ma tu le hai dato un senso per non sentirti schiacciato. Ed il tuo corpo stesso agisce secondo quel senso.
Poi magari il senso cambia e cambiano anche le risposte… Ma è molto difficile che il senso cambi dopo tanti anni di automatismo. E’ come un tic.
Spesso ti dicono: “sii te stesso” oppure “segui la tua intuizione”. Ma sai chi sei? E come puoi chiamare intuizione qualcosa che nasce da automatismi che porti avanti da una vita?
Una realtà c’è… è quella che osservi senza giudicare.
Ma tu ti limiti a reagire… Non sai agire, sai solo reagire secondo schemi. E questo tuo reagire continua a perpetuare schemi all’infinito.
Mi si chiede: “ma come si fa ad osservare in maniera pura come un bambino, ovvero a prescindere dai condizionamenti e dagli schemi?”  oppure mi si chiede “cosa significa osservare?”.
Osservati. Tutto qui.
Quando accade il pensiero, osserva il pensiero, ma non giudicarlo perché che senso ha giudicare qualcosa che nasce nel corpo grazie ad una immissione in circolo di sostanze, molecole, ormoni?
Quando il respiro accade, osservalo. O magari quando mangi, osservati mangiare e bere.
Se cammini, osservati camminare o se stai a letto osservati… Cosa accade? Probabilmente nascerà il giudizio, ma a che serve giudicarti? Sono solo molecole… certo forse sono schemi che hai appreso, ma pensi che giudicandoti risolverai qualcosa? Non farai altro che aggiungere ulteriori schemi che produrranno ulteriori molecole e che ti faranno sentire in un determinato modo.
Il senso non esiste. Non c’è un senso… è solo una questione di reazioni a catene che ti hanno portato dove sei. Che senso ha continuare a reagire e a farsi agire?
Non cercare il senso.
Non c’è nulla di giusto o sbagliato: ci sono solo eventi. Ma la bella notizia è che sei vivo.
Certo potresti continuare a sognare… A far finta di vivere. A cercare di arrivare a fine mese. Se a te va bene, benissimo! Ma se a te non va bene… allora comincia a osservare.
Ci sono tanti ideali, ci sono paure, idee… Ma tu osserva senza giudicare. Ci sono così tante cose che non ti basterà una vita per osservarle tutte.
Ed ogni momento è diverso: anche il tuo corpo è diverso in ogni istante. Come fai a catalogare e a dare un senso a qualcosa che muta in ogni momento e che in ogni momento ti dimostra che ciò che avevi creduto di aver capito si è rivelato sbagliato?
Osserva… ascolta.
Fai ogni cosa osservando e vedrai che non reagirai più. Ma agirai. Creerai.
Perché creare significa fare una mossa originale. Fare qualcosa che prima non c’era o che nessuno credeva ci fosse.
Ogni istante è diverso e la vita è muoversi assaporando ciascuno di questi istanti. E se li assapori tutti, già dopo un’ora è come se tu avessi vissuto intensamente infiniti attimi. E a quel punto, che differenza ci sarebbe fra dieci minuti di vita e 50 anni?
Sono così tante le sfumature della vita, sono miliardi di milioni… e tutto è sempre diverso per chi sa rinnovare costantemente i proprio occhi!



Postato da: privateoutrage / domenica, 01 novembre 2009/ 14:37
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pensieri, ascolto



Punti

Sai, io non credo che ci siano ombre nella vita... E nemmeno luci. Io credo che la vita sia un insieme di eventi.
La statistica è una cosa stupenda! Non so se ci hai mai fatto caso...
La statistica ti dice che non esiste il buono o il cattivo.
La statistica ti dice: "esiste solo questo momento". In questo momento posso calcolare se una pallina che fra dieci minuti estrarrai da un secchio contenente palline bianche e nere, sarà bianca o nera. Hai il 50% di possibilità di estrarre una pallina bianca e il 50% di estrarre una nera. Ora fin qui nulla di nuovo...
Il fatto è che la statistica applica le formule anche ai malati. Ti dice "ecco la stima di chi si ammalerà di influenza quest'anno". Ti dice per esempio che su 100 persone, considerando le varianti, se ne ammaleranno il 30%. Ma in realtà non dice niente... Perchè tu non sai se fai parte di quel 30%... E anche se tu ne facessi parte, alla statistica non interessa perchè tu non vali più di un altro. La statistica non dice che è male che tu ti ammali o che è bene se non ti ammali. Non esiste bene o male. Esistono eventi. Di cui però non puoi sapere nulla... Perchè se la statistica potesse aiutarci allora vinceremmo tutti al lotto (o al win for life che è quel nuovo gioco della Sisal dove puoi vincere 4000 euro al mese per venti anni).
Secondo me esistono solo eventi. A cui noi diamo connotazione negativa o positiva a seconda della nostra esperienza...
Ho sentito alla TV ieri sera che un uomo fuggito dal carcere era entrato in  un convento di suore nel sud Italia, e ne aveva molestate sessualmente alcune. Il parroco del paese era corso subito a vedere la situazione. Tutte le suore ovviamente erano scosse, ma la madre superiore stava consolando una suora (Suor Claudia) particolarmente traumatizzata. Dopo aver consolato le varie sorelle il parroco si era recato dalla madre superiore chiedendo informazioni riguardo a Suor Claudia che era chiusa nella sua stanza a piangere e non voleva aprire a nessuno. Il parroco chiese alla madre superiore cosa fosse accaduto, perchè nonostante anche le altre suore fossero state molestate non avevano risentito il colpo cosi violentemente, come invece era accaduto a Suor Claudia. Il parroco insisteva con la madre superiore, che addolorata non voleva rivelare la triste verità: "Mio Dio, Le ordino di dirmi cosa quel malfattore ha fatto alla povera Suor Claudia!" Allora la madre superiore, con voce quasi rotta dal pianto, esclamò: "Quando il malfattore è entrato qui... Suor Claudia non c'era! Era andata a fare compere!"
Noi siamo un po' così... Una cosa che può essere brutta per alcuni, per altri può essere meravigliosa!
Sai io non credo che noi siamo oltre... In questo momento, mentre mi stai leggendo, prova a staccare gli occhi dal pc e guarda in alto: cosa vedi? Ecco quello è la realtà.
Oggi ci sforziamo per giungere ad essere ciò che vorremmo essere... Cos'è ciò che vorremmo essere?  E' qualcosa che nasce dal nostro passato, dalle nostre idee, dal nostro vissuto. Ciò che vediamo nel nostro futuro è il nostro passato... Ecco cos'è il karma. Un'illusione... L'unica cosa reale è qui ed ora, il resto non esiste. Puoi fare un calcolo delle probabilità, ma hai il 50% di vincere e il 50% di perdere.
E mentre tu calcoli, ti dimentichi di vivere.
E' verissimo: c'è una parte di te che rimane intaccata. E' il presente... Il resto non esiste e quindi muta come un sogno.
Il presente non può mutare perchè è un istante... La geometria ci insegna che un punto non ha dimensioni... Ciò che non ha dimensioni... in pratica non è collocabile in nessuno spazio e quindi non è soggetto al tempo. Io invecchio perchè sono soggetto a mille forze fra cui quella di gravità che spinge la mia pelle in basso e mi vengono le rughe... Ma se io non fossi collocato nello spazio: come farei ad invecchiare? Non sarei soggetto al sole, alla gravità o alle forze magnetiche perchè quelle agiscono nello spazio.
Quindi questo istante, questo attimo, questo punto... Nonostante non abbia dimensioni...
Un oggetto che da 1 centimetro diventa 1 millimetro ovviamente diminuisce di dimensioni, se passa da un millimetro ad un micrometro diminuisce ancora di più... Ma non scomparirà mai! Diverrà sempre più piccolo, ma non scomparirà... Come potrà scomparire? Ci sarà sempre qualcosa di più piccolo. Un virus è così piccolo che non lo vede nemmeno il microscopio, eppure ha una sua dimensione. E che dire poi degli atomi? E degli elettroni? Sono sempre più piccoli, ma hanno comunque una dimensione!
Un punto non ha dimensioni: quindi non è piccolo! Se fosse piccolo avrebbe una dimensione... E' infinito e anche finito! E' eterno ma anche istantaneo...
La realtà non ha tempo e nemmeno spazio. Ma contemporaneamente è anche finita e dimensionale.
L'istante racchiude il tutto: è così vasto da includere in sè ogni vita di qualunque sistema solare. Ma è anche un solo elettrone o anche meno... Sei tu, sono io... ma è anche Dio! E contiene tutte le epoche passate e tutte quelle future. Ma è anche la tua vita.
E' anche un giorno, un mese o un minuto...
In un istante ci sono uragani e terremoti, milioni di vite spazzate via. In un istante milioni di bambini nascono. In un istante c'è tutto e niente.
Che cos'è la realtà interiore? Che cos'è la realtà esteriore? Sono nomi... Nomi dati alle cose.
Non serve sforzarsi di arrivare, ci siamo già!
Dove siamo?
Non saprei...


Postato da: privateoutrage / domenica, 04 ottobre 2009/ 16:22
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pensieri



 
 
Tutto appare quando tu scompari

 
 


Postato da: privateoutrage / giovedì, 17 settembre 2009/ 17:56
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koan



Quando non c'era più nulla da fare... mi sono fermato... mi sono messo ad osservare.





Postato da: privateoutrage / domenica, 23 agosto 2009/ 22:27
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ascolto



Accade

Se l'uomo scomparisse dalla faccia della Terra, chi rimarrebbe a giudicare ciò che è giusto o ciò che è sbagliato? Ciò che è bene o ciò che è male?
Oggi al meteo hanno detto che la prossima settimana farà "bel tempo": ma chi ha deciso che la pioggia fa parte del brutto tempo e il sole fa parte del bel tempo?
Se l'uomo scomparisse dalla faccia della Terra, chi potrebbe poi dire se il tempo è bello o brutto?
Bene e male: credo siano solo parole che riflettono il tuo piccolo mondo.
Se accendo la TV e mi affido ai miei concetti di bene e male, non posso che trarre una conclusione: l'uomo parla del bene, ma agisce per il male. Inquinamento, guerre, omicidi, stress, disoccupazione, evasione fiscale.

Forse bisognerebbe guardare alle cose da una prospettiva diversa...
Per trovare il proprio benessere l'uomo probabilmente "deve" agire male nei confronti di qualcuno o di qualcosa. Deve agire male forse nei confronti del pianeta o forse semplicemente contro la cultura o le idee della società in cui vive.
Se invece l'uomo pensasse "in grande" ovvero al rispetto del pianeta o magari delle regole socio-culturali in cui è immerso, probabilmente si estinguerebbe.
Per agire l'uomo ha bisogno della memoria: senza memoria vivrebbe solo di impulsi. Prenderebbe qualcosa da mangiare se avesse fame o farebbe sesso (o si masturberebbe) se ne avesse il desiderio.
E per ricordare l'uomo ha bisogno di "associare" ovvero di "giudicare". L'uomo ricorda che esiste il sole perchè lo associa al calore che emana o magari al cielo in cui si staglia o anche alla luna. Ricorda il colore verde perchè c'è anche il rosso o magari perchè esiste l'erba. Associa due o più cose e così ricorda.
Se tu non ricordassi, non torneresti a casa la sera dalla tua famiglia, non riusciresti a giocare a poker, non saresti in grado di costruire un grattacielo.
Quindi necessariamente l'uomo deve giudicare: cioè deve separare. Separare ad esempio il bianco dal nero... Così da poterli apprezzare e ricordare separatamente.

Secondo alcuni, è possibile trascendere il giudizio. Trascendere non significa negare, ma "andare oltre". Andare oltre la diversità.
Fino a poco tempo fa c'era una grande differenza fra uomo bianco e uomo nero.
Qualcuno potrebbe obiettare che anche oggi, purtroppo, continua ad esserci tale differenza.
Qualcuno non accetta che uomo nero e bianco facciano parte di una cosa più grande definita uomo.
Certamente ci sono culture più arretrate della nostra: come può rientrare nella categoria "uomo" chi nega i diritti alle donne o magari reputa giusta la violenza fisica?
Se qualcuno fa del male a te o peggio, a qualcuno a cui tieni in maniera particolare, puoi considerarlo "uomo"?
Forse sì... potrebbe capitare anche a te di doverti trovare nella sua situazione e fare del male a qualcuno. Lo so che ti credi perfetto... Però non si sa mai.

Trascendere. Forse significa andare oltre ciò che risiede negli interessi dei nostri piccoli ego. Il piccolo mondo in cui viviamo, con le sue piccole regole, la sua piccola cultura, le sue piccole idee...
Se ci pensi bene, sei solo un fenomeno transitorio.
Ora ci sei, perchè mi stai leggendo, ma fra un minuto potresti non esserci più.
A che serve quindi questo piccolo mondo al quale ti stai disperatamente attaccando sacrificando spesso ciò che consideri "felicità"?
Si fa presto a dire "vorrei che la vita fosse così". E' una frase mediocre di gente mediocre. Non tiene conto dell'immensità dell'universo che ti ospita, dei milioni di rapporti fra esseri viventi e non.
Sei un piccolo fenomeno transitorio: come una luce che si spegne e si accende. Un piccolo fenomeno che vorrebbe organizzare il minuscolo mondo in cui si manifesta usando regole e idee, pur essendo totalmente inconsapevole di ciò che accade al suo esterno (e, ahimè, anche al suo interno!).
Un piccolo fenomeno che si sente immenso solo perchè accende una piccola TV e ci vede due o tre minuscoli eventi  (forse pure adulterati) e non considera l'infinità di eventi che accadono continuamente.

"Vorresti" o "ti piacerebbe", ma hai il coraggio di metterti in gioco? O vuoi sempre rimanere là, a pregare il tuo piccolo Babbo Natale o -se sei un po' più "adulto"- il tuo piccolo Dio?
Eppure ti permetti di giudicare se qualcosa sia bene o male. Se la pioggia sia bene o male. Certamente se hai pagato 2000 euro per una settimana di vacanze al mare, la pioggia sarà proprio un evento negativo! E giustamente ti gira il cazzo!
Però se sei in fila in autostrada e non hai aria condizionata... Ti farebbe proprio così schifo un bel temporale?

Sei solo un flash in una sfilata di moda: sai quante macchine fotografiche azionano il loro flash durante una sfilata?
Finita la sfilata... Il flash non serve più.
Ma in quel flash... in quell'attimo... ti fai mille seghe mentali! Eppure non sai assolutamente nulla...
Ciò che giudichi negativo in realtà potrebbe salvarti la vita.
Perdi il treno. Alcune ore dopo vieni a sapere che su quel treno c'era una bomba. Ringrazi il tuo destino (che alcune ore prima avevi maledetto).
O magari riesci a prendere il treno: che fortuna! E dopo poche ore... BOOM! E non ci sei più...

Il flash si accende e si spegne. Ora ci sei, ora non ci sei più.

Dal cielo ci vedono così: come un grande albero di Natale dove le lucine si spengono e accendono continuamente.

Il male e il bene non esistono.
Credo piuttosto che ci siano eventi che accadono ed eventi che non accadono. Anzi è meglio dire: ci sono eventi che ti accadono ed eventi che non ti accadono.
Se ti capita di perdere un treno... non so se ci sia un motivo. All'uomo piace trovare significati nascosti. Se un fiore sboccia significa che è primavera. O, se un fiore sboccia, sono cazzi perchè sei allergico. Ma a nessuno interessa il semplice sbocciare del fiore.
Alcuni dicono che Dio è il senso delle cose... potrebbe anche darsi, ma a che serve dire una cosa del genere? Forse per consolare qualcuno che ha perso un figlio in guerra.
Se perdi un treno è solo un evento che ti è accaduto.
Se perdi un treno: godi della tua incazzatura! Godi di quello che accade... Anche se ciò che accade può fare terribilmente male.
Ma la cosa importante non è l'evento in sè, la cosa importante sei tu.
Rabbia, dolore, gioia, allegria: sono le energie che fanno di te ciò che sei. Che ti dimostrano che sei vivo!
E se riesci a prendere quel treno al volo: esulta! Fallo ora. Sentiti vivo perchè fra meno di due ore salterai in aria... C'è una bomba sotto il tuo culo!

Tempo fa vidi un documentario dove mamma ippopotamo stava attraversando un fiume con i suoi piccoli. Il fiume è infestato dai coccodrilli che riescono a raggiungere e fare fuori l'ultimo della fila. Mamma ippopotamo prende il piccolo, lo porta a riva, lo osserva (era una scena incredibile, sembrava avesse sentimenti "umani") e poi si allontana con gli altri piccoli.
Io per prima cosa avrei ucciso il coccodrillo, poi avrei sotterrato mio figlio e la mia vita sarebbe piombata nel dolore.
Fra i miei sentimenti c'è anche la capacità di odiare. Sì, avrei ucciso il coccodrillo. E avrei continuato a soffrire per tutta la vita. Perchè no?

Abbiamo una mente che può arrivare a concepire l'infinito eppure rimane sempre ancorata ai dieci euro con cui dobbiamo comprare la pizza; o rimane ancorata all'idea di come dovrebbe essere Dio o di come dovrebbe essere la migliore assicurazione per l'auto.

Io so solo che a volte una cosa mi sembra giusta, altre volte sbagliata. Ci sono cose che mi accadono e cose che non mi accadono.
Ad esempio ora mi accade che sento troppo caldo ed ho mal di testa. Ma non mi è ancora accaduto di vincere al Superenalotto.
Se un medico ti dicesse che hai solo due mesi di vita, a cosa ti servirebbe la memoria di eventi passati? Potresti farti venire la depressione o potresti fare tutto ciò che non hai mai osato fare.
ovviamente non hai la sicurezza di morire fra due mesi e quindi non riesci a fare ora tutto ciò che avresti voluto fare. E forse non sai neanche cosa vorresti fare...

E' una questione di scelta.
Ma visto che ci sei, perchè non vivere? Migliaia di flash si sono già spenti, tu sei uno dei prossimi. Puoi scegliere tutto... Ogni scelta è giusta. Puoi scegliere di continuare così: chi ti biasimerebbe? Forse sei anche stanco di lottare per una cosa a cui non credi nemmeno più.
I flash si spengono e si accendono continuamente, ma la sfilata non può durare per sempre.
E quando non ci saranno più flash, chi giudicherà il comportamento della mamma ippopotamo? Non ci saranno più documentari alla TV. Non ci sarà più TV.
Ci saranno solo fenomeni transitori... E chi avrà ragione? Tutti o forse nessuno. Ma non ci saranno più uomini per giudicare.

A volte le cose luminose non servono solo per aiutare le macchine fotografiche nelle sfilate di moda. A volte le luci servono anche in una serra per far nascere un fiore.
E quando quel fiore nasce, non sa che è grazie a quella luce che oggi può aprirsi e osservare gli altri fiori che lo circondano.
Ma se quella luce si interroga se sia giusto o meno illuminare quel fiore (che magari nonostante la sua bellezza è velenoso), il suo momento sarà già passato. Sarà troppo tardi...
Avanti il prossimo!



Postato da: privateoutrage / domenica, 19 luglio 2009/ 17:32
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pensieri



La non-azione è solo una via che indica il contrasto fra ciò che muta e l'immutabile





Postato da: privateoutrage / domenica, 05 luglio 2009/ 19:05
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koan



Chi c'è?

Chi osserva non può contemporaneamente essere l'oggetto osservato.

Il cuore non può osservare se stesso nè i suoi battiti; il polmone non può osservare se stesso nè i suoi respiri; la mente non può osservare se stessa nè i suoi pensieri.
Quindi se "tu" riesci a percepire i battiti del tuo cuore, i respiri e i pensieri... Come minimo questo "tu" che osserva non è nè il corpo, nè la mente...
E allora... chi sei?




Postato da: privateoutrage / lunedì, 22 giugno 2009/ 14:22
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pensieri



Noccioline


C'è qualcosa nell'aria... Un profumo di vita... Il respiro dell'esistenza... Silenzio. Rumore d'acqua...
Qual è la differenza fra una clinica psichiatrica ed una chiesa? In entrambi i luoghi la gente sta parlando con qualcuno che non c'è...
Però se se parli in chiesa sei normale, altrimenti ti sottopongono alla terapia elettoconvulsiva o ti sedano con gli psicofarmaci.
Chi parla in chiesa non è pericoloso? Questo è da vedersi... Ci sono uomini che escono dalla chiesa dopo aver visto la messa e vanno a picchiare la moglie che li aspetta a casa ; c'è gente che si fa saltare in aria nel bazar di qualche paese medio-orientale; c'è chi ha distrutto un popolo per imporre qualcosa che aveva sentito in chiesa...
Solitamente chi va in chiesa vorrebbe che il suo persecutore fosse giustiziato da Dio (lui non è abbastanza coraggioso per farlo... e comunque se Dio decide di mandare qualcuno all'inferno, è giustificato... un uomo no).
Una volta mi capitò un film, un film non molto famoso che però ho avuto la fortuna (o la sfortuna) di vedere. In questo film un ragazzo parte per un lungo viaggio. Un viaggio verso il mare. Arriva in un paese. Un paese pieno di gente cattolica osservante. Una specie di comunità di benpensanti... Tutti bravi e timorosi di Dio.
Insomma questo giovane arriva e proclama pubblicamente che vuole suicidarsi. Questo desta la curiosità di tutti: nella piccola comunità il suicidio è qualcosa di alieno, inconcepibile... Arriva anche il prete che avvicinandosi gli chiede sottovoce: "ma non hai paura che Dio possa condannarti in eterno per questo tuo gesto?" E il ragazzo candidamente risponde "quando sarò davanti a Dio, sarà Lui che dovrà chiedermi perdono per tutto ciò che mi ha fatto passare"...
Sembra una stronzata. Ma non credo lo sia.
Si parla di perdono e di castigo, come fossero noccioline. Certo alcuni dicono che alla fine tutti saremo perdonati... Ma a che serve tutto questo? Perdonati per cosa? Senza stare a fare i soliti discorsi del tipo che se ci fosse Dio allora i bambini in Africa non morirebbero tutti i giorni divorati dalle mosche o che non ci sarebbero gli stupri e le violenze... Lasciando perdere questi soliti discorsi già fatti e rifatti... Ma se uno veramente dovesse guardare alla sua vita, quanti sarebbero soddisfatti di ciò che ricevono da Dio?
Non mi ricordo dove l'ho letto: c'è un tipo che parlava del Dio cattolico. Dice: ci sono le catastrofi, i terremoti, le guerre. Ci sono bambini che muoiono, bambini stuprati, bambini che vengono rapiti affinchè gli vengano espiantati gli organi... e dopo tutto questo voi continuate a pregare Dio. Siete un po' masochisti! Non c'è altra spiegazione...
Ma c'è qualcuno che si giustifica dicendo che Dio mette alla prova la tua fede.
Qualche tempo fa mi è capitato di vedere un episodio di questi telefilm che danno nel tardo pomeriggio dove c'è il poliziotto-eroe di turno che riesce sempre a far prevalere il bene. Mi ha colpito molto. Un padre dice al figlio di salire su una scala e poi gli impone di buttarsi giù perchè lui lo prenderà al volo. Il bambino ha paura, ma il padre con tono minaccioso gli urla di buttarsi. Il bambino si butta, il padre si sposta e il ragazzino quasi si rompe l'osso del collo. Il padre lo guarda, ride, e gli dice: "Questa è una grande lezione per te: non devi fidarti di nessuno, nemmeno di tuo padre". Ecco, più che dire che Dio ti mette alla prova, sarebbe più utile dire che Dio ti sta dicendo di non fidarti di nessuno, nemmeno di Lui!
Ma qual è la verità? La verità è ciò che ognuno di noi osserva con i propri occhi... Non ci sono verità assolute perchè ogni occhio è diverso.
Certo è molto bello parlare dell'amore eterno, di qualità superumane come il perdono... Lo stesso Gesù ci raccomanda di perdonare settanta volte sette. Sarebbe sette elevato a settanta! Non ti basterebbero dieci vite...
Ma nella pratica cosa significa? Cosa significa amore eterno?
Si potrebbe ricominciare con i soliti discorsi: la repressione sessuale, la repressione degli istinti... Ma perchè chi vuol parlare male di certi insegnamenti che non condivide addossa tutte le colpe alla repressione sessuale o al divieto di usare il preservativo? Chè poi... Vorrei vedere quanti sono quelli che non hanno rapporti prima del matrimonio o che non usano il preservativo... Ma questa è solo statistica. Io direi che non è tanto il fatto di usare o meno il preservativo la cosa che dovrebbe far riflettere... La cosa che non capisco è: cosa significa "amare"? Cosa significa "perdonare"? Se gli insegnamenti di Gesù o di qualcun altro avessero funzionato, perchè esiste ancora l'odio e la violenza?
Come diceva quel ragazzo nel film: "Quando sarò al cospetto di Dio, lui mi chiederà di perdonarLo, ma non so se lo farò... Ci dovrò pensare sù..."
Come si fa a dire "ama il prossimo tuo come te stesso" oppure "perdona settanta volte sette"? E' forse un ordine? E soprattutto: cosa significa? Devo amare nonostante tutto? Devo perdonare anche coloro che hanno ucciso mio figlio? E non rispondetemi che se qualcuno ti uccide una persona cara allora Dio ti capirà e capirà il fatto che non sei riuscito a perdonarlo perchè sei umano... No! Se è come è scritto sui testi sacri non funziona così!
Devi! Devi amare! Devi perdonare! Ed infatti fino a poco tempo fa (ma purtroppo succede pure oggi) la donna doveva amare un uomo anche se lo odiava. Doveva! Ecco che cosa hanno fatto questi insegnamenti! Hanno sottomesso esseri umani! In nome di questo AMORE interi popoli sono stati sterminati: gli indios che non volevano essere battezzati venivano uccisi! E da chi? Da coloro che ora vi insegnano come amare! Cavolo: vi dicono pure che sono depositari del metodo giusto per amare! Un sacerdote, non molto tempo fa, in televisione disse: "Non c'è amore senza castità". Una frase che mi ha sconvolto... Cioè non può essere chiamato amore se insieme non vi è la castità! Cioè se fai l'amore non per procreare, ma per il piacere dei sensi, allora non è vero amore... Mah...
No... Non mi sembra una grande sfida "amare e perdonare". Non mi sembra una grande sfida esaltare queste tue qualità "divine"... e non mi pare bello che qualcuno te le imponga: AMA! PERDONA! Deve essere qualcuno che ha scarsissima fiducia in te...
E poi magari c'è pure qualcuno che ti dice che Dio ti punirà... Non bastava dirti che sei incapace di amare e che qualcuno te lo deve imporre...
Sì: per me non c'è differenza fra la chiesa e una clinica psichiatrica! Gente che si inginocchia e parla con qualcuno che ha solo sentito nominare da qualcun altro che a sua volta lo ha sentito da chissà chi... E non pensare che io sia contro Gesù: io credo che ciò che di Lui è scritto è tutto adulterato. Del resto non si conosce la storia attuale e si pretende di conoscere cosa sia accaduto a Nazareth più di duemila anni fa! La storia è scritta dai potenti e non da chi la subisce... I poveri non hanno mai contato nulla: e mi dovrei fidare di un imperatore che impone ad uno scrivano di mettere su carta le sue gesta? E questa tu la chiami verità? Ma per favore...
No, non è una grande sfida se ti dico AMA (magari con qualche minaccia di inferno eterno) o PERDONA! E non c'è niente di straordinario a esaltare qualità come la bontà, la capacità di amare o quella di perdonare. Se qualcuno ti dice che devi amare o che la bontà è una cosa bella, dove sta la novità? A nessuno piace essere odiato...
Te lo dicono da quando sei nato: tua madre per non fare figure di merda ti ha sempre detto "Fai il bravo sennò...".
Ah: ecco l'amore! E' una cosa che devi pagare! Ama sennò... "ti sculaccio, non ti darò la caramella, non ti vorrò più bene e addirittura "ti manderò all'inferno per l'eternità". Un caro prezzo!
Ama, perdona... Che belle parole. Fai il buono e il bravo così ti compro la liquirizia o di do un bacio.
E poi si cresce: e allora si pensa che non sia stato tuo padre a dirti cosa fare... Ma pensi sia stato Dio.
E grazie a Dio puoi dire: il mondo è buono! Che cazzata... E lo sai benissimo...
Allora poi dici che la giustizia non è di questo mondo (tanto questa è un'affermazione che mai nessuno potrà verificare, nessuno è mai tornato indietro dall'aldilà). 
A me i discorsi preconfezionati non piacciono. Odio la retorica e la falsa moralità. Odio i proverbi e i detti perchè ti condannano ad una vita che si ripete, ad una vita morta. Perchè la vita muta e non è vero che se il cielo è "rosso di mattina la pioggia si avvicina".
E' molto pratico separare: separare il grano dalla pula, il bene dal male, il peccatore dal santo... Ah già... Questi santi... Che più sono martiri e più sono ripsettati. Come se il dolore fosse l'unica cosa che può darti la dignità di essere uomo.
Ci siamo così abituati al dolore che siamo diventati cinici.
Questo Gesù sempre crocifisso... Ma esiste una chiesa dove è presente il Cristo Risorto? Io non l'ho mai vista... Forse frequento troppo poco le chiese... Nelle poche che ho visto c'era sempre il Cristo morto inchiodato... Non ho mai visto il Cristo Risorto. Ma il messaggio del cristianesimo non è forse la Resurrezione? Che cosa è il cristianesimo senza la Resurrezione? Eppure nelle chiese che ho visitato sembra sia la croce il vero messaggio... La sofferenza e la morte! La morte perchè qualcuno ama fino a morire! E si ritorna là... Addirittura amore diventa quasi sinonimo di morte... E' per questo che se fai sesso ti senti male!
Chi conosce la verità? La verità è quella che ogni uomo porta nel segreto del suo cuore. Non è un pezzo di carta letto ogni domenica in chiesa. Non sta su qualche libro di storia.
"Io sono la via, la verità, la vita". Ognuno di noi è la via, la verità e la vita: ognuno di noi è il suo passato, il suo presente e il suo futuro. La via, la verità e la vita è ciò che sei. E' ciò che ognuno di noi è.
E il perdono forse nascerà spontaneo, così come l'amore.
Ma non sono qui per fare New Age. Mi piace farti ragionare e riflettere.
La mente e il corpo sono il tempio dove dimora la vita. Anzi, il corpo-mente-anima, poichè non c'è alcuna differenza fra anima mente e corpo. Perchè sei vero uomo solo se sei integro.
Allora io oggi ti sfido. Ma non ti sfido ad amare.
I "buoni" non mi interessano... Io ti sfido a vedere l'odio, la vigliaccheria, la paura, la violenza, l'immoralità che sono in te.
E' facile amare un santo che è morto su un letto di chiodi soffocato dal suo stesso sangue. E' facile amarlo e il tuo ego ne risulterà accresciuto... Perchè quando io ti dico che un santo è morto con le stigmate, nel dolore, tu senti una grande compassione in te. Ti senti divino!
E' solo il tuo ego... Nulla di più.
Tu dici: "Sono un grande, sono un santo perchè provo compassione e amore per quest'uomo che ha sofferto". Ma non sei un grande: casomai è il tuo ego ad essere enorme!
Vedi un bambino che soffre: ti si stringe il cuore... No! Non ti dirò che sei buono e bravo! Non me ne frega un cazzo! E' molto facile provare questi sentimenti. E se qualcuno non li prova tu lo condanni: condanni Hitler perchè non ha avuto compassione della carne che stava tritando. Condanni un maniaco che stupra una donna.
Che bravo che sei!
Sei Dio! Riesci ad avere sentimenti così belli... Ma mi fai venire il voltastomaco!
Io ti dico chiudi gli occhi e osserva cosa c'è dentro... Sì, esatto: spazzatura! Pensieri immorali, perversioni, odio, rancore... Addirittura deleghi Dio per mandare con un biglietto di sola andata all'inferno chi ti ha fatto del male!
Ed è umano chi parla di inferno? Io non credo... E' più umano uccidere una persona che torturarla in eterno (lo si fa anche con gli animali per non farli soffrire, si sopprimono). E soprattutto sei un grande vigliacco perchè non sei tu che mandi qualcuno all'inferno: lo sporco lavoro lo fai fare a qualcun altro. A Dio! Così tu te ne lavi le mani...
Come sei stolto amico mio!
Io ti sfido a chiudere gli occhi; a spegnere il televisore, la radio e lo stereo; a spegnere il cellulare; in una stanza, solo: osserva cosa hai dentro. Tutto quello che hai represso. Tutto quello che consideri malvagio, sporco, orribile... E' tutto là.
E quando hai visto tutto ciò, non scappare. Rimani con te stesso. E allora là nascerà l'amore. Il vero amore. Là nascerà il perdono. Il vero perdono.
Perchè amare non è mostrare buoni sentimenti. Significherebbe solamente che stai separando. Separi ciò che è bene da ciò che è male. E stai sostenendo che ciò che è male non è degno di esistere. Ma tu sei anche male. E sei anche bene.
Ricorda: ogni essere è degno di esistere. E quando giudichi stai giudicando te stesso: perchè dentro di te c'è lo stupratore, c'è il santo, c'è il violento; c'è Hitler, Stalin e Mao; c'è l'ebreo, il musulmano e il cattolico; e se lo vuoi sapere c'è anche Buddha e Cristo; c'è il tossicodipendente e l'assassino cannibale.
La sfida è: chiudi gli occhi. Non ti dico di amare. Nè di perdonare. E' meglio odiare e giudicare che essere ipocriti e vivere a metà.
Ti dico: quando sei solo, abbi il coraggio, chiudi gli occhi e dimmi cosa vedi. Raccontami la follia omicida che si muove nelle tue viscere e raccontami l'amore divino che pervade il tuo cuore... Ma non mi parlare del dio che ti hanno insegnato. Non mi interessa... per me è solo merda.
Ed abbi il coraggio di scoprirti Dio: un Dio fatto anche di parti che troppo spesso hai condannato. Eri morto, ma puoi risvegliarti.
Sii integro. E nascerà la vita.
Tempo fa un mio caro amico si confidò: "Sai - mi disse- sento che c'è qualcosa che non va. Non riesco a capire cosa sia... Come un disagio che nasce dal profondo". Gli risposi d'istinto: "Guarda dentro di te. Abbi il coraggio di guardare dentro di te".
Molti mesi dopo lo rincontrai ad una festa di paese. Lui mi vide, si staccò dal gruppo di amici con cui era, mi prese in disparte e mi disse: "Sai avrei voluto chiamarti per ringraziarti , ma avevo perso il tuo numero di cellulare".
Lo interruppi dicendo "Ringraziarmi? Per cosa?" (avevo dimenticato quell'episodio).
Mi disse: "Non ricordi? Un po' di tempo fa ti avevo detto di sentire qualcosa che non andava e tu mi hai detto di prendere coraggio e guardare in me stesso..."
"E allora? Cosa è successo?" Ero curioso... Mi piace quando qualche folle (e per fortuna ci sono pochi folli che lo fanno) segue qualche mio consiglio.
"Mi hai salvato la vita!!! Ho ripensato tutta la notte a quello che mi avevi detto... Il giorno dopo armato di coraggio sono andato dal medico e gli ho detto 'un caro amico mi ha detto di guardarmi un po' dentro, prescrivimi una radiografia'. Insomma, per farla breve, avevo un'ulcera che stava per perforarsi!!!".

Pensaci bene: guardarsi dentro potrebbe salvarti la vita!






Postato da: privateoutrage / venerdì, 12 giugno 2009/ 19:35
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pensieri



"Quando sai che non puoi più sfuggire alla tua sofferenza, devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perchè non puoi più scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre..." Anette Carlstrom



Postato da: privateoutrage / venerdì, 15 maggio 2009/ 15:21
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pensieri



Non esiste la perfezione.
Esiste la perfetta osservazione.



Postato da: privateoutrage / domenica, 26 aprile 2009/ 21:10
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pensieri, visions